Inizio a non sentire piu’ niente. E ho paura.

Inizio a non sentire piu’ niente. E ho paura.

Facciamo che ho paura
Facciamo pure che non ho idea di come andrà a finire
Facciamo anche che sono combattuto tra la speranza e il pessimismo cosmico
…facciamo che mi serve di nuovo l’antiforfora
A volte mi capita mentre sono al pc e navigo, di vedere, di leggere, o di ascoltare cose che, per associazione mentale, mi fanno riflettere. Sono lampi, istanti, tutto accade nell’arco di poco, credo sia un meccanismo psicologico basilare, non ne so nulla ma mi piace pensare che sia cosi’, giusto per sentirmi idiota piu’ del dovuto.
Ricezione dell’input
Associazione
Elaborazione
Fine del gioco
Accade molto piu’ spesso di quanto uno non voglia ammettere, e capita a tutti. Purtroppo il marasma di informazioni e di input che riceviamo non ci permette di soffermarci su ognuna di esse con concretezza, per sviluppare meglio l’idea, il pensiero. Una volta magari era piu’ blando, ma adesso con internet, questo bombardamento di input e’ massiccio, a tappeto, non da’ tregua. E per reazione abbiamo reso un’abitudine una cosa che dovrebbe essere eccezione: lasciar correre.
Superficiale!
Come amo le volte in cui, dopo la miriade di associazioni morte, una spunta, si distingue dalle altre, e non puoi ignorarla o lasciarla correre, e’ una delle idee che vuole insinuarsi, che ti affascina, che potrebbe essere una tua passione, che magari non hai mai considerato, che non hai mai preso seriamente e che magari e’ pure banale, ti stupisci per la sua banalita’… eppure e’ li’, non puoi fare a meno di notarla e di continuare ad assecondarla nella sua complessita’, che si sviluppa mano a mano che ci pensi, diventa sempre piu’ profonda.
Mi capitano raramente, al 99% lascio correre.
Prima guardando un video musicale di un concerto ho perso totalmente il senso della musica e mi sono iniziato a concentrare sui movimenti delle teste sotto il palco che si vedevano da qualche inquadratura.
Perche’ quella gente era li’? Perche’ idolatra cosi’ tanto un gruppo di persone che non sta facendo, tutto sommato, questa cosa grandiosa? Una persona e’ capace di sopportare una settimana, dei mesi, degli anni dei sacrifici e della fatica mentale e fisica per poi andare a mettere su un piedistallo persone che con loro non hanno nulla a che fare. A spendere cio’ che hanno guadagnato in arricchimento emotivo piu’ che culturale; d’altronde, vedere il concerto di un gruppo/cantante di cui conosci tutte le canzoni a memoria, non si puo’ certo parlare di andare ad imparare qualcosa di nuovo se non sotto il piano delle emozioni e delle esperienze di vita. E si spende spesso una cifra enorme per questo.
E’ un discorso di sensibilita’. Una cosa che prende in considerazione l’empatia, le preferenze, la personalita’, ognuno la vede come vuole.
Giusto, e grazie al Big Bang che e’ cosi’. Grazie davvero.
Dai dillo, di’ che il mondo e’ bello perche’ e’ vario, cosi’ facciamo il teatrino delle frasi fatte. Dai.
Ma e’ quello il punto, come fai a non dirlo, frase fatta o meno: come fai a non renderti conto di quante persone e di quanto potenziale ci sia? Di quanto possa essere relativamente semplice passare da nulla a oggetto sul piedistallo?
Ottimismo? Puo’ essere. Realismo? Non abbastanza. Illusione? Probabilmente, del resto non mancano le smentite.
Dove stiamo andando a parare?
Che importa? Le associazioni vanno e vengono, lasciare correre e’ l’importante. Non ci penso gia’ piu’, meglio cambiare direzione della mente, in un altro delirio.
Oh, l’ho detto.
No dico, ma quelli di Amazon, non potevano lasciare gli ebook con il loro ebook reader con l’e-ink e i tasti per voltare pagina dov’erano?
Non potevano farli rimanere dei bellissimi oggetti per quelli che volevano spenderci dei soldi?
NO!
Dovevano fare anche la versione per Android!
E gia’ li’ volavano bestemmie, ma lo schermo del cellulare era troppo piccolo, quindi si faceva fatica, ergo va benissimo, non mi viene la scimmia della lettura compulsiva come sa venire solo a me credo. Ma Mr.Amazon no! Mr Amazon e’ un po’ come Mr.ValveSoftware. Non ti vuole lasciare tranquillo. Deve farti montare una scimmia che Galactus in confronto e’ un microbino, una merdolina infima e piiiiiccola piccola che se scoreggi vola via.
Ecco. Allora.
Signor Amazon. Per favore mi vuole dire perche’ ha inventato il Kindle CAZZOPORCO Cloud Reader? Perche’ ha dato in consegna ai suoi dipendenti amazonini di sviluppare quella webapp…che NON SOLO mi permette di leggere i libri scaricati, mi permette pure di sincronizzare tutto! Quindi quando mi stufo di leggere sul Cloud Reader del browser, posso passare comodamente a quello per Android.
E allora ditelo che poi ce l’avete con me eh?!

Sinceramente vostro.
PS: Non e’ vero niente. Siete meravigliosi e vi amo tantissimo. Pero’ mi rovinate la vita e per questo meritate la morte per diarrea sonica (cit)
Dunquevediamo…

[autoconvinzione]
Comincero’ stasera.
Vediamo un po’ se riesco a far funzionare ‘sto cazzo di cervello nel modo giusto.
Facciamo che parto da oggi. E facciamo che ogni sera prima di staccare metto un resocontino qui.
Al pubblico ludibrio.
DEVO farcela.
[/autoconvinzione]


Era ora!
Il sito http://susestudio.com/ permette di crearsi una distribuzione di linux personalizzata partendo da una base SUSE e aggiungendo/togliendo pacchetti online, definendo, di fatto, una nuova release.
A questo si aggiunge ovviamente la possibilità di salvare “in the cloud” le personalizzazioni e rendere disponibile la propria versione per il download a tutti.
Non potrei essere più contento.
Per gli utilizzatori linux di lunga data è sicuramente un buon modo per avere finalmente tutto quello che serve, eliminando il superfluo.
Per i newbie, può essere un modo per esplorare le possibilità offerte da linux attraverso una veste grafica accattivante, piuttosto che la shell (che è considerata uno dei motivi principali della relegazione a “sistema da smanettoni”)
Beh, buona customizzazione e buon Linux a tutti!
La musica nelle orecchie e’ quella.
King Lizard ha un potere rilassante, distende la mente e per quei minuti, sei in un’altra dimensione, in un tempo lontano da tutto e tutti.
Chiudi gli occhi e non ci sei piu’.
Troppi pensieri e troppe idee per la testa. Troppo poco tempo per realizzarle tutte. Troppe domande. Troppi “troppo” per uno che, come me, ama la semplicita’.
Le complicazioni affascinano.
Voglio correre sotto la pioggia, voglio lavarmi via tutto quanto, voglio essere un cavaliere nella tempesta.
All’incirca è come mi sento ora…